L’opera del Duomo di Monreale per soli, coro, orchestra da camera, strumenti etnici e voci recitanti è un lavoro del 2009 che fonde sonorità contemporanee e suggestioni antiche. Echi di canzone d’autore (nel solco di Fabrizio De Andrè) convivono con canti greco-bizantini e melodie arabe, episodi in latino e altri che rievocano la tradizione dei cantastorie, in Sicilia particolarmente radicata e non del tutto scomparsa. Le voci soliste (Julie Kench, Lucina Lanzara, Joshua Frederich Ross e Costanza Bellante), le voci recitanti e un gruppo vocale a cappella come i Sei Ottavi sono affiancate da un quintetto d’archi (Innovative String Quintet), una sezione di fiati (tradizionali ed etnici) e un ensemble di percussioni e strumenti etnici. Un esempio di musica sacra che si aggiorna guardando alle più intriganti espressioni della world music del Mediterraneo con l’obiettivo di raccontare la fede del popolo di Dio.