Le canzoni legate alla Pasqua non godono della stessa popolarità dei canti di Natale, formano  un repertorio più limitato e soprattutto non godono della stessa esposizione internazionale. La Passione di Cristo, l’ascesa al Calvario, il miracolo della Resurrezione sono entrati nella cultura pop grazie al cinema, che ne ha spesso accentuato gli elementi più truculenti (Mel Gibson, Martin Scorsese) o quelli che ben s’intonavano alla cultura hippie (Jesus Christ Superstar). Ma ci sono casi particolari come lo straordinario monumento che Fabrizio De Andrè – ateo dichiarato – ha eretto alla figura di Gesù. La Buona Novella (1970) è uno dei concept album più originali della nostra canzone, dove il tasso poetico si avvale di una qualità musicale di alto livello per rileggere alla luce del sessantotto la forza rivoluzionaria dell’Amore come chiave di cambiamento sociale e individuale. La Settimana Santa è invece uno dei momenti del calendario liturgico più ricchi e articolati nel panorama delle culture tradizionali. I canti di Passione costituiscono un repertorio antico fatto di marce funebri, inni e canti penitenziali di origine sia popolare sia colta e preservato dalle bande e dalle corali. Radicato in prevalenza nel Meridione, la sua vitalità è garantita dalle numerose confraternite che le riesumano ogni anno all’interno di complessi e spettacolari rituali in grado di attirare anche turisti e curiosi da ogni parte d’Italia. Con la Campania (Sessa Aurunca, CE) e la Sardegna (Castelsardo, SS) è anzitutto la Grecia Salentina l’area geografica che ha conosciuto il revival più sorprendente, a cui ha dedicato rassegne e convegni nel solco del più ampio interesse per la pizzica. Un repertorio che in tempi recenti ha sollecitato l’intervento di musicisti di area etno-rock-elettronica, come Arlo Bigazzi e Stefano Saletti autori di musiche originali per la sacra rappresentazione della processione di Gesù Morto a Terranova Bracciolini (AR), raccolte nell’album La Passione (Materiali Sonori).

Nel programma che segue viene presentata l’opera di De Andrè e un paio di estratti (L’ultima cena e Voi dite che io sono) dal lavoro di Bigazzi e Saletti