Marco Vezzoso è un jazzista italiano che vive in Francia da diversi anni e insegna al Conservatorio di Nizza dove dirige il Dipartimento Jazz. Un “cervello in fuga” potremmo dire, anche se la cittadina rivierasca dista pochi chilometri dal confine italiano. Quel giorno, il giorno del sanguinoso attentato sulla Promenade des anglais piena di gente (era la Festa Nazionale), era lì con la sua fidanzata e ha vissuto da testimone diretto i momenti del terrore che tutto il mondo ha conosciuto dalla televisione e da Internet. Li ha metabolizzati e ha voluto esorcizzarli con la musica:

“14/7 DALLA PARTE DELL’ARTE” è il mio personale al tragico attentato terroristico avvenuto a Nizza nel 2016 del quale sono stato malauguratamente testimone. Il processo creativo che mi ha portato alla composizione dei brani e alla loro esecuzione – racconta il musicista – è stato per me innanzitutto una terapia che mi ha permesso di allontanare i brutti ricordi e trasformare questo dramma in un progetto artistico con l’ambizione utopica di dare una risposta, dal punto di visto dell’arte, alla violenza che insanguina il mondo. Ogni passo che mi avvicinava alla finalizzazione del progetto discografico era un passo che mi allontanava da quella tragica serata. La musica è stato il mezzo che mi ha permesso di urlare al mondo i sentimenti e gli stati d’animo che avevo dentro e che non sarei mai stato in grado di esprimere in altro modo. Nonostante ciò, ho ritenuto necessario completare con le parole l’espressione delle mie emozioni, al fine di rendere universalmente accessibile il mio messaggio.

Il progetto autobiografico ha una duplice veste: discografica e teatrale. Un album strumentale – “Du côtè de l’art” – contiene composizioni inedite ispirate al tragico evento, in cui emerge il tocco raffinato del Vezzoso trombettista accompagnato dal suo quartetto. Lo spettacolo invece è articolato in tre parti: “Promenade des Anglais”, “Promenade de sang”, “Promenade des sans-guerre”, tre canti su testi inediti del poeta Giannino Balbis che formano insieme alla musica un continuum letterario-musicale di straordinario impatto emotivo. In teatro vengono interpretati dall’attrice Chiara Buratti in lingua italiana e da Marc Duret sia in lingua francese sia in lingua inglese.

Ascolta l’intervista con Marco Vezzoso, alternata ai tre canti declamati in lingua italiana