Forse non tutti sanno che l’estrada, la canzone pop bulgara dagli accentuati tratti sentimentali ma ballabile, è stata influenzata dalla canzone italiana oltre che dai ritmi latinoamericani, dal repertorio francese e dalla romance russa. I primi cantanti a far breccia nel pubblico negli anni Cinquanta- Lea Ivanova, Georgi Kordov, Irina Chmihova – includevano spesso nel loro repertorio brani italiani che eseguivano con testi bulgari. E’ solo uno dei motivi per scoprire la musica della Bulgaria, in occasione della visita di Francesco, estesa alla Macedonia. Se il genere leggero resta confinato al pubblico locale, altri generi minori ma in grande evoluzione negli ultimi trent’anni hanno conosciuto una diffusione più estesa, dall’ethno-jazz, che combina musica popolare e jazz, al pop-folk (altrimenti detto chalga), che segue le rotte della world music – su cui svettano le ‘misteriose’ voci bulgare a cappella – nella quale i Balcani hanno giocato un ruolo importante.

 

 

Prima fra tutti la Macedonia delle fanfare, il tipico ensemble spesso ambulante, che suona musica per matrimoni e funerali e ha goduto di una grande visibilità internazionale con la caduta del comunismo e la progressiva ibridazione della cultura musicale. In Macedonia è radicato un rock che da sempre ha utilizzato elementi etnici, pur guardando a modelli angloamericani: Leb i Sol, Baklava, Padot Na Vizantija, Mizart Anastasia sono alcuni dei gruppi che hanno tentato una via originale fra avanguardia e tradizione. Su tutti spicca la leggendaria Vanja Lazarova con la sua miscela di elettronica, lounge e art-rock.

 

Ascolta una breve sintesi del sound bulgaro

 

Ascolta una breve sintesi del sound macedone