Scriveva Nietzsche a proposito di Wagner: la sua musica non significa solo musica, ma qualcosa di più. Stando alle prospettive enucleate da Roberto Giuliani, noto musicologo e Direttore del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, è questa la strada intrapresa da uno dei più importanti conservatori italiani. Il programma dell’anno accademico 2018-19, da poco presentato alla stampa, si articola secondo due grandi direttive: quella tradizionalmente riservata allo studio della musica nei suoi aspetti pratici e teorici, e quella orientata all’esterno, con particolare attenzione ai temi del disagio. Sul primo fronte l’istituzione romana ha visto aumentare notevolmente il numero degli iscritti anche grazie al massiccio ingresso di studenti da 42 paesi (tra cui spiccano Cina e Corea del Sud dove verranno aperte sedi locali per incrementare lo scambio) e al varo di Master specialistici come quello sulla Musica per Videogame, che punta su di un’area dalle grandi potenzialità anche in chiave occupazionale. Sul secondo fronte, una serie impressionante di iniziative a sfondo sociale: raccolte fondi per progetti medico umanitari; corsi di Accordatura del pianoforte per ciechi e ipovedenti; collaborazioni con il Centro Nazionale Trapianti e Ospedali come il San Camillo, il Policlinico Gemelli, il Campus Bio Medico oltre a un progetto che vede la collaborazione col celebre format venezuelano El Sistema, che ha tolto dalla strada centinaia di bambini in difficoltà. Non solo talent show, dunque, a disposizione dei giovani che vogliono entrare nel mondo della musica.

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