LA PIU’ AMATA CAROLA NATALIZIA COMPIE 200 ANNI

Il 24 dicembre 2018 il canto di Natale più popolare al mondo ha festeggiato il bicentenario della nascita, dopo che nel 2011 era stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio immateriale dell’umanità accanto a poche altre tradizioni a cavallo fra folklore e popular music come il flamenco, il fado, il canto a tenores e la musica dei mariachi. Per la prima volta questo riconoscimento veniva attribuito a una singola canzone, la cui paternità peraltro non è mai stata messa in discussione. Segno evidente che Stille Nacht è considerata un bene comune da tutelare più che una melodia d’autore in grado di riverniciarsi ogni anno e generare proventi. Definito a volte inno, carola o canzone, questo piccolo miracolo di creatività debutta durante la messa di Natale del 1818, quando Josef Mohr (1792-1848), curato del paesino austriaco di Obendorf a nord di Salisburgo, canta un testo che aveva scritto un paio d’anni prima a Mariapfarr (Lungau) su musica appena composta dal suo organista Franz Grüber (1787-1863), che lo accompagna come basso. Con l’organo fuori uso, la melodia viene arrangiata per voce e chitarra (suonata dallo stesso Mohr) e quello sarà un altro colpo di genio: non un inno come tanti, ma un lied popolare dove l’arpeggio della chitarra infonde timbro e ritmo in sintonia con parole che parlano di pace, silenzio e notte santa. Da allora Stille Nacht entrerà nei repertori natalizi di tutta Europa ma è nel Novecento e nella sua versione inglese (1859), a firma del vescovo episcopale John Freeman Young (1820-95) che il canto amplificherà la sua fama diventando uno dei prodotti canori più globalizzati, disponibile in 140 lingue. Oltre 400 le incisioni di successo, più di qualsiasi altro titolo natalizio e seconda fra le canzoni di tutti i tempi dopo Summertime di George Gershwin. La prima versione a scalare le classifiche fu quella dell’Haydn Quartet, che nel 1905 salì il secondo posto negli Stati Uniti. Dopo altre piuttosto convenzionali, sarà Bing Crosby a dare l’imprimatur pop a Silent Night, dapprima con la Paul Whiteman Orchestra nel 1928 poi nel 1935 con il Guardsman Quartette: con sette milioni di copie è il terzo singolo dell’era pre-rock. Nel 1947 la reincide con la Scott Trotter’s Orchestra e questa è la versione che ancora oggi si ascolta più di frequente. Negli anni ha accumulato un totale di 30 milioni di copie, piazzandosi al terzo posto di sempre

Dopo che l’ingresso negli Hot 100 nella versione gospel di Mahalia Jackson (1962), Silent Night fa capolino nella Christmas Chart nel “Christmas Album” di Phil Spector (1963) e nella classifica R&B grazie a un’intensa interpretazione soul dei Temptations. Il merito di averla rilanciata in tempi recenti è di Enya: la sua versione in gaelico intitolata Oíche Chíun ha raggiunto l’11° posizione nel 2002, con un curioso ritorno nel giugno del 2003 al 16° posto.   

Ma Silent Night detiene un record assoluto non solo fra i canti natalizi: è in assoluto la canzone che vanta il maggior numero di interpretazioni registrate nell’era pre-rock e cioè dagli esordi del cilindro di Edison al 1954

 

LE PRIME STROFE IN INGLESE

 

Silent night! Holy night!
All is calm, all is bright
round yon Virgin Mother and Child,
Holy infant so tender and mild,
sleep in Heavenly peace!
sleep in Heavenly peace!

 

Silent night, holy night!
Shepherds quake at the sight
Glories stream from heaven afar
Heavenly hosts sing Alleluia!
Christ, the Saviour is born
Christ, the Saviour is born

 

Ascolta la versione di Bing Crosby del 1947

LA PRIMA STROFA DEL TESTO ORIGINALE

 

Stille Nacht! Heilige Nacht!
Alles schläft. Einsam wacht
Nur das traute hochheilige Paar.
Holder Knab’ im lockigen Haar,
Schlafe in himmlischer Ruh! 

 

Ascolta la versione originale in tedesco, da un coro di voci bianche con organo

LA PRIMA STROFA DEL TESTO ITALIANO (del prete bergamasco Angelo Meli, 1901-70)

 

Astro del Ciel, pargol divin,

Mite agnello, Redentor,

Tu che i Vati da lungi sognar,

Tu che angeliche voci nunziâr,

Luce dona alle menti,

Pace infondi nei cuor.

 

Ascolta la versione in italiano di Laura Pausini del 2016