L’Estate Romana è alle porte e un anticipo ce lo offre il Rome Chamber Music Festival, che si svolge a Palazzo Barberini dal 3 al 7 giugno. Interpreti internazionali e giovani talenti eseguiranno brani del repertorio cameristico che vanno da Vivaldi a Händel, da Dvořák a Rossini, passando per Pierino il lupo (con la regia di Enrico Stinchelli), una “serata francese” (Saint-Saëns, d’Indy, Franck) e terminando a ritmo di tango, samba e bossanova (musiche di Piazzolla, Barroso, Jobim). Il finale non deve stupire i frequentatori dei festival di musica seria, tanto più se a far quadrare il cerchio tra classico e profano ci prova un Direttore Artistico come Robert McDuffie, violinista e insegnante fra i più eclettici e originali del panorama internazionale. Per la 15° edizione del Festival da lui stesso ideato quand’era Resident Artist all’Accademia Americana che ha sede sul Gianicolo, McDuffie ha messo su un programma che ben riflette i cambiamenti nei gusti del pubblico, oramai avvezzo a proposte che provengono dalla galassia della popular music. Lui stesso, accanto a incisioni e performance dal vivo che lo hanno visto eseguire i fondamenti del repertorio violinistico, non disdegna esplorare territori ‘leggeri’ – dalla Salon Musik al rock – com’è naturale per un musicista nato e cresciuto in America. Prima di lui nomi del calibro di Ives, Gershwin, Bernstein e Nigel Kennedy (suo ‘compagno di stanza’ al Conservatorio) fra gli altri, hanno promosso l’avvicinamento dei due mondi e nell’intervista che si può ascoltare più avanti McDuffie racconta quando chiese al vecchio amico Mike Mills – il bassista dei R.E.M con cui, dodicenne, cantava nel coro della parrocchia a Macon, Georgia – di scrivere per lui un concerto per violino e rock band. E quando chiese a Philip Glass – padre del minimalismo, fra i più influenti compositori contemporanei – di scrivere un concerto adatto a completare il programma di sala centrato sulle Quattro Stagioni di Vivaldi. Da quella richiesta nacque il Concerto n.2 per Violino e Orchestra, che porta come sottotitolo “the American Four Seasons”. Sono solo alcune delle curiosità che McDuffie svela nella chiacchierata di presentazione del Rome Chamber Music Festival, su cui aleggia una sensazione di autentico attaccamento alla Città Eterna – la sua terza città dopo Macon e New York, dove il Maestro vive. Aria di “Vacanze Romane” dunque, per un musicista stregato da Perlman e iniziato da Menuhin, che parla un ottimo italiano eppure continua a studiarlo. ma anche di tanto impegno. Per dirla con Woody Allen, “To Rome with Love”: il Festival è anche un prezioso cadeau offerto al pubblico della Capitale, con particolare attenzione per i giovani a cui è dedicato un programma particolare (De Simone & Partners Young Artist Program). Prove aperte dal 1 giugno.

Ascolta l’intervista con Robert McDuffie