La musica è una forma espressiva fra le più ricche e articolate. Ad essa si ricorre spesso, quando le parole non bastano per esprimere gioia, dolore, rispetto e devozione. Il suo raggio d’azione copre l’intera gamma delle situazioni umane, dai rituali collettivi all’intimità domestica, fino a scandagliare le profondità dell’animo individuale. E’ un linguaggio che si ritrova in ogni civiltà, presso qualsiasi tipo di comunità del presente e del passato anche remoto. E come tale viene appreso in modo naturale, come la lingua madre. Non a caso la si comincia a studiare sui banchi di scuola per scoprirne le immense potenzialità, apprezzarne le tante sfumature e migliorarne l’apprendimento. Già da piccoli si cresce immersi in un paesaggio sonoro altamente confusionario, nel quale si fatica a trovare una propria strada, in quanto spesso deviati dai percorsi ufficiali (scelti per te dalla scuola o dalla famiglia) dalle tante ‘sirene’ che bombardano di suoni allettanti ma sovente illusori. Succedeva già a Pinocchio, che decideva di seguire il suono festoso della banda invece che recarsi a scuola…

Un modo per avvicinarsi alla musica da piccoli è quello di scoprirla attraverso gli strumenti musicali. La scommessa viene da un libro dal titolo I SEGRETI DEGLI STRUMENTI MUSICALI (Ed. Curci), scritto da Andrea Apostoli, docente al Conservatorio di Padova, didatta e fondatore dell’Associazione Gordon per apprendimento musicale, con le illustrazioni di Aurelia Luitz, ideatrice del tutto, su progetto grafico di Daniela Guerrizio. Di ogni strumento dell’orchestra si raccontano le origini, la storia, le curiosità: dal violino al violoncello, dalla viola al contrabbasso, dall’arpa al clavicembalo, dalla chitarra al flauto, dall’oboe, al clarinetto, dal fagotto al sassofono.

Così, leggiamo ad esempio che per il grande scienziato Albert Einstein “le gioie più grandi” gliele ha date il violino, mentre l’arpa è costituita da ben 1415 pezzi, il flauto è lo strumento più antico al mondo (risale a 35 mila anni fa) e le ance del fagotto si costruiscono nel mese di febbraio, da canne vicine al mare che vanno lasciate essiccare finché non si assottigliano e sono in grado di vibrare.

Un CD allegato include una tracklist che rispecchia la struttura del libro: per ogni strumento viene offerto un brano che lo rappresenta, ma in una prospettiva per nulla scontata, anzi. Accanto a classici imprescindibili (il clavicembalo non può che passare per Bach), sono presenti molte musiche contemporanee che allargano gli orizzonti dell’ascolto a esperienze da tempo centrali nell’educazione musicale, come il jazz (es. il contrabbasso di Claudio Ottaviano). E’ una piacevole sorpresa scoprire brani di compositori poco noti persino al pubblico dei concerti – come la violista Rebecca Clarke, tra le prime donne impiegate stabilmente nell’orchestra, o Patrick Zimmerli, eccellente miscelatore di sonorità classiche e jazz, autore di un vivace pezzo per violino solo che rievoca le danze delle Isole britanniche. Sono brani che garantiscono un ascolto immediato e piaceranno ai più piccoli, senza dubbio. Ricchi di ritmo, melodia e timbriche in grado, probabilmente di affascinarli. In fondo, ci era già riuscito Walt Disney, con quel capolavoro che è Fantasia (1940), ad avvicinare i bambini alla grande musica. Tutto sta a cominciare col piede giusto, ma anche con l’orecchio e con l’occhio… La musica è un’esperienza multisensoriale.

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