E’ stato uno dei primi storici eventi globali dopo la Seconda Guerra Mondiale. E il primo a essere monitorato quotidianamente dai mezzi d’informazione. Un’onda ribelle provocata da studenti delle classi medie ma che presto ha coinvolto tutti gli strati e le classi sociali. Ha criticato tutto: le istituzioni, lo stato e le sue leggi, i partiti politici, le organizzazioni industriali, l’esercito, la scuola, la chiesa, la famiglia patriarcale. Ha favorito la nascita di movimenti in grado si sensibilizzare l’opinione pubblica attorno a temi come la giustizia sociale, l’ambiente, la pace.

Ha promosso il collettivismo e il senso della comunità, ma anche la centralità dell’individuo contro la massificazione e il livellamento delle coscienze operato dall’industria e dalla pubblicità. Ha centrato la sua comunicazione sulla spontaneità, la creatività, la libertà da regole e costrizioni.

Ha accentuato il valore del sé, la riscoperta del corpo, la forza dell’amore e della critica. “Vietato vietare”, “Fate l’amore non fate la guerra”, “Una risata vi seppellirà”: tre slogan fra i tanti che sono stati intonati nei cortei, scritti sui muri delle università e nei diari scolastici per essere poi ripresi da apparati di sistema e inglobati nella comunicazione istituzionale, senza tuttavia perdere il loro significato di rottura.

A 50 anni da quell’anno spartiacque fra un mondo vecchio e un mondo nuovo (non quello, foriero di minacce tecnocratiche, preconizzato da Aldous Huxley nel suo celebre romanzo), anche InBlu Webradio partecipa alla rievocazione storica con spirito critico, mossa dal desiderio di informare anzitutto le nuove generazioni.

Si comincia con una mostra fotografica, che nel 2017 ha anticipato le celebrazioni a Genova (Palazzo Ducale), una delle città dove gli studenti sono sempre stati in prima linea. La mostra, dal titolo GLI ANNI DEL SESSANTOTTO. VOCI E CARTE DALL’ARCHIVIO DEI MOVIMENTI, ripercorre “l’onda lunga del 68” con immagini, documenti sonori e visivi che arrivano a coprire il  decennio di piombo. Fra i temi in evidenza, l’occupazione, le nuove tecniche di comunicazione (volantino, ciclostilato), i cattolici del dissenso, gli stili di vita alternativi, il femminismo, i gruppi extraparlamentari, la violenza (golpismo, strategia della tensione, repressione, lotta armata) e le risposte della società civile e degli apparati dello stato.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIULIANO GALLETTA, CURATORE DEL CATALOGO

La musica ha giocato un ruolo importante nel Sessantotto. Questo il link a un articolo illuminante di Franco Fabbri sulla colonna sonora di quell’anno. Vi sorprenderà:

http://www.strisciarossa.it/musica-e-sessantotto-quando-la-rivoluzione-faceva-anche-le-canzoni-ed-eravamo-tutti-coinvolti/