Natale al luna park

dicembre 19th, 2017

Festa, allegria, divertimento ma anche senso del brivido, simulazione… Sono alcune delle caratteristiche che l’antropologo Roger Caillois nel suo classico I giochi e gli uomini aveva descritto come fondamentali in ogni attività ludica: competizione, sorte, maschera e vertigine.

Combinate insieme, queste quattro modalità creano infinite possibilità che dall’alba dei tempi continuano a sedurre grandi e piccini anche se gli strumenti con cui giocare si sono evoluti e oggi la maggior parte appartiene al coté tecnologico lasciando a genitori nostalgici il compito di rivitalizzare cavallucci di legno, trenini elettrici o semplici bambole di pezza che non fanno assolutamente niente.

Un concentrato spettacolare dei giochi all’aperto è offerto dal Luna Park, spazio d’incontro metropolitano che la civiltà del Novecento ha generato in contemporanea con le grandi imprese architettoniche della modernità (la Torre Eiffel, i grandi magazzini, le Esposizioni Universali…) per attrarre più folle possibili e offrire loro l’esperienza della socialità aumentata – oggi si parla di realtà aumentata, prodotto di software ultrasofisticati, ma ai primi del secolo l’idea stessa di trovarsi immersi in folle oceaniche era qualcosa di assolutamente inedito.

I primi Luna park sorsero negli Stati Uniti, prima a Coney Island (New York) nel 1903 poi a Pittsburgh, Cleveland e via dicendo. Nei decenni si sono aggiunti Disneyland (un luogo ancora più ambizioso, vera e propria città a uso di bambino), Disney World e le molte attrazioni fra Las Vegas, e Atlantic City, dove l’esaltazione dell’infanzia va spesso di pari passo con l’idolatria del denaro e del tentare la sorte.

In Europa i più famosi sono gli storici Luna park di Tivoli, a Copenaghen, il Prater di Vienna e il Tibidabo di Barcellona. Da noi il primo è stato il Luneur, aperto a Roma nel 1953 e da poco rilanciato in grande stile per un pubblico di under 12, con nuove attrazioni e un approccio al divertimento che tiene conto della cultura televisiva e cinematografica nella quale i bambini del Terzo millennio stanno crescendo.

Durante le feste una zona del Luneur è stata adibita a Regno di Natale, un vero e proprio villaggio dentro il parco, avvolto nella neve artificiale con enormi pupazzi che fanno da vedetta insieme a tanti animatori vestiti da Babbo Natale che accolgono i visitatori e li guidano in un percorso a tema nel quale visitano la Fabbrica dei Giocattoli, la Miniera Incantata e assistono allo show di Babbo Natale, immersi in una suggestiva Aurora Boreale.

 

Partecipando ai giochi presenti nelle tre aree, i bimbi potranno scrivere la loro Letterina di Natale, momento topico in ogni famiglia. All’esterno sono allestite altre aree che esplorano altrettanti luoghi comuni del Natale per minori: l’Ufficio Postale, dove i bimbi possono cimentarsi in un laboratorio a tema; il Grande Albero di Natale, all’ingresso del villaggio; la Camera dei Ricordi, dove possono acquistare la foto con Babbo Natale e poi negozi per la gola e la trasformazione del viso…

 

Al Luneur, ma anche nei tanti luna park disseminati nel Paese, la magia del Natale viene amplificata alla massima potenza creando un vortice di sensazioni ed emozioni che resteranno a lungo nella memoria dei più piccini.